La rabbia nasce quando ti rendi conto che il tempo ha saturato ogni infinitesima parte di sé.
La rabbia continua a crescere quando è palese che la tua generazione è figlia della precedente senza che ne abbia ereditato, però, alcun certificato di riconoscimento.
La rabbia ti logora quando la voce del dissenso è un' eco di urla sepolte nel fango del passato.
Pagine ingiallite che accumulano polvere. Un sottile strato che rende perfettamente merito allo sporco che racconta.
Polvere che impregna le mani. Prudono. Ma nessuno, durante la lettura, osa tossire.
Una storia diventa importante quando il nome del protagonista si confonde con il tuo, con quello di tuo fratello o di qualsiasi vicino di casa.
Una storia diventa triste quando il dolore di un uomo, dopo più di cento anni, torna ad essere raccontato nella stessa maniera senza che nessuno ricordi il finale.
Una storia fa paura quando le denunce riempiono il banco dei colpevoli senza che qualcuno possa occupare quello opposto.
Una storia diventa tua quando la carta è superflua e l'intera trama percorre le tue stesse strade e il tuo tempo.
Quattrocentodieci pagine di uomini, donne, padroni, fabbriche, macelli, bambini, vecchi, politicanti, credenti, assassini.
Quattrocentodieci pagine di ingiustizie.
Quattrocentodieci pagine di ferocia.
La giungla.
Senza fiere. Solo Storia.

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