Pomeriggio di asfissiante umidità in una città che si fa ogni giorno sempre più fantasma. Palazzi e semafori stravolti da una luce accecante e bugiarda. Immobili per cercare ombra sul ciglio della strada un piccione e bicchieri di plastica della sera prima. Il pendolo dei pensieri a tracciare traiettorie di movimento possibile. Fermarsi a prender fiato, con lo sguardo aperto all’insù e accorgersi di aver sul volto un arrendevole sorriso. Come una vescica che si gonfia al sole.
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